E’ chiaro. Nei tempi che corrono ci sono riflessioni del tutto oziose e irrilevanti.
Tra queste una che mi frulla in testa da parecchio . In particolare da quando sono andato all’anagrafe ad iscrivere mio figlio.
Parlo della riforma che ha soppresso la possibilità, per gli italiani, di attribuire ai figli un secondo e terzo nome.
Il secondo ed il terzo nome non facevano nulla di male, erano un modo per ricordare parenti scomparsi o per porre i figli sotto la protezione di spiriti guida.
Chiamare il figlio Spartaco, di secondo nome, era un modo per segnarne un destino eroico di lotta contro l’oppessione, chiamarlo con il nome del bisnonno contadino scomparso in guerra era un modo per non fargli dimenticare le radici.
Non era neanche obbligatorio. Chi non voleva era libero di dargli un solo nome.
Il costo era nullo. Una volta che si compila un cetificato di nascita perchè non consentire di scrivere altre due parole?
Non mi si venga a dire che creava problemi di confusione, che il secondo nome si confondeva con il primo . Non voglio credere che non siamo , collettivamente, in grado di scrivere dei nomi su righe diverse compilando un certificato.
Dunque perchè?
Trascuratezza, credo. Un malinteso senso di modernità. E forse un pizzico di cattiveria.