PIL

Si parla molto di PIL.

Nelle varie valutazioni e riflessioni sull’aumento del Prodotto Interno Lordo, vorrei aggiungerne una.

Riguarda i beni pubblici.  Come voi sapete il PIL “è una grandezza aggregata macroeconomica che esprime il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all’interno di un Paese”…

Insomma è la somma di tutto quello che viene venduto.

Immaginiamo un mio giorno di vacanza. Mi sveglio, prendo la macchina vado ad Ostia e mi faccio una nuotata al mare.

Allo stato attuale ho generato un PIL di 10 euro (per la benzina). Se mi prendo un gelato altri 2 euro.

Se però si inziano a privatizzare i beni pubblici questo PIl si impenna. Mettiamo un bel casello sulla via Colombo, che mi porta al mare (PIL 3 euro), poi un bel biglietto di ingresso al mare (6 euro) ed un ticket per il parcheggio (altri 3 euro).

Ed ecco che il PIL raddoppia.

E poi via, così, un bel biglietto di ingresso al parco, per chi corre la mattina, un bell’aumento delle tariffe dell’acqua, etc.

So che ci sono molte proposte per introdurre indicatori diversi, rispetto al PIL. Indicatori che tengano conto della complessità dell’esistenza. Mi pare urgente adottarli.

 

 

Pubblicato in: Senza categoria on gennaio 9, 2012 at 1:43 pm  Lascia un commento  

secondo e terzo nome

E’ chiaro.  Nei tempi che corrono ci sono riflessioni del tutto oziose e irrilevanti.

Tra queste una che mi frulla in testa da parecchio . In particolare da quando sono andato all’anagrafe ad iscrivere mio figlio.

Parlo della riforma che ha soppresso la possibilità, per gli italiani, di attribuire ai figli un secondo e terzo nome.

Il secondo ed il terzo nome non facevano nulla di male, erano un modo per ricordare parenti scomparsi o per porre i figli sotto la protezione di spiriti guida.

Chiamare il figlio Spartaco, di secondo nome, era un modo per segnarne un destino eroico di lotta contro l’oppessione, chiamarlo con il nome del bisnonno contadino scomparso in guerra era un modo per non fargli dimenticare le radici.

Non era neanche obbligatorio. Chi non voleva era libero di dargli un solo nome.

Il costo era nullo. Una volta che si compila un cetificato di nascita perchè non consentire di scrivere altre due parole?

Non mi si venga a dire che creava problemi di confusione, che il secondo nome si confondeva con il primo . Non voglio credere che non siamo , collettivamente, in grado di scrivere dei nomi su righe diverse compilando un certificato.

Dunque perchè?

Trascuratezza, credo. Un malinteso senso di modernità.  E forse un pizzico  di cattiveria.

 

 

 

Pubblicato in: Senza categoria on gennaio 9, 2012 at 1:21 pm  Lascia un commento  
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